Alievski Musli "diventa" Italiano... riflessioni sullo "Ius Soli"

July 30, 2017

 

 

Da bambino sono stato profugo, senza mai essere riconosciuto come tale, poi clandestino.

I miei genitori, giovanissimi, sono arrivati in Italia nel settembre dell'89, io avevo 1 anno e mezzo e solo dopo una sanatoria dell'allora ministro Martelli, hanno ottenuto il loro permesso di soggiorno; all'epoca avevo circa 5 anni e, per motivi burocratici, non ho mai potuto frequentare la scuola materna. Ricordo che all'epoca eravamo accampati dietro la stazione di Foggia, in un campo nomadi enorme, con altre 150 famiglie.

Solo dopo aver compiuto 6 anni ho potuto iniziare a frequentare la scuola elementare e, a dir la verità, io ero il primo bambino Rom a frequentare la scuola a Foggia.

Poi, un po' alla volta, fortunatamente, un po' tutti furono inseriti nel sistema scolastico. 
Vi risparmio la descrizione delle reazioni dei genitori degli altri bimbi, quando hanno saputo della presenza di uno zingaro nella scuola del Rione Martucci (Ma questa è un'altra storia). 
Il punto è che io, nonostante sia cresciuto sempre in Italia, in qualche modo, per motivi burocratici, mi sono sempre sentito non Italiano.

E pensate che ho scoperto di essere "zingaro" soltanto il mio primo giorno di scuola, prima non sapevo nemmeno io di esserlo.
 

Per farla breve..., la cittadinanza Italiana l'ho avuta soltanto all'età di 21 anni, e fortunatamente non abitavo più in un campo nomadi da un pezzo, ma lavoravo già in una fabbrica nel pesarese, per cui avevo già tutti i requisiti per richiederla.

Quando finalmente l'ho ricevuta, non vi dico l'emozione, io che da mesi prima studiavo la costituzione italiana, articolo per articolo! Il giorno del giuramento, il sindaco di un piccolo paesino dell'entroterra pesarese mi fece giurare sulla costituzione e mi disse "benvenuto tra noi!"; a stento mi sono trattenuto dal mandarlo a quel paese: io, che praticamente ero sempre vissuto qui, per un pezzo di carta, seppure importante, ero in qualche modo, finalmente riconosciuto come cittadino.
 

Garantire gli stessi diritti ai bambini è una cosa importantissima, anzi fondamentale, per un paese civile, anche perché, "cari" i miei razzisti, i bambini stranieri di oggi, che nascono, crescono e parlano la lingua italiana, saranno gli adulti di domani, che, con molte probabilità, vi pagheranno la pensione con le loro tasse.

 

 

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